Sono sempre più numerosi gli studenti che, ogni anno, decidono di trasferirsi dal luogo di residenza per frequentare l’università in un altro Comune o in un’altra Regione. Coloro che non possono usufruire dei servizi abitativi resi disponibili dalle università, devono ricercare un alloggio a titolo oneroso, diventando così “studenti fuori sede”.

Cos’è il contratto d’affitto per studenti universitari

La stipulazione di un regolare contratto d’affitto è buona consuetudine sia per il proprietario che per lo studente e, anzi, per quest’ultimo è spesso il requisito essenziale per beneficiare di ulteriori rimborsi e borse di studio più sostanziose. Il contratto di locazione a studenti universitari è un particolare tipo di contratto d’affitto che gode di alcune agevolazioni, in termini fiscali. Denominato contratto transitorio, può avere una durata minima di 6 e massima di 36 mesi ed è regolato dalla legge del 9 dicembre 1998, n. 431. L’esigenza che sta alla base del contratto ha, appunto, una durata transitoria visto che consiste nella necessità, per un breve periodo, di usufruire di un alloggio nello stesso comune in cui è situata l’università frequentata dal conduttore, o nelle immediate vicinanze in caso di sede distaccata. Inoltre, lo studente conduttore dovrà necessariamente avere la residenza in un comune diverso da quello dell’alloggio.

I vantaggi per il proprietario

Per il proprietario dell’immobile i vantaggi, che risiedono nello stipulare un contratto transitorio per studenti universitari, sono diversi. Innanzitutto, la durata limitata del contratto permette al locatore di rientrare nella disponibilità dell’immobile abbastanza in fretta, non dovendosi impegnare per la durata ordinaria che è stabilita in 4 anni ulteriormente rinnovabili. Inoltre, dal punto di vista fiscale la tassazione è conveniente perché il proprietario può optare per il regime agevolato della cedolare secca pari al 10%, evitando anche l’imposizione dell’imposta di bollo e di registro.

I vantaggi per lo studente

Anche lo studente ottiene dei vantaggi. Innanzitutto, la detraibilità dei canoni di affitto per un’imponibile annuo massimo pari ad euro 2.633,00. Il diritto alla detrazione è pari al 19%, per un rimborso annuo massimo pari a, circa, 500 euro. Come già accennato, lo studente che presenta domanda di borsa di studio, se fuori sede ha diritto ad un importo maggiore. In questo caso sarà necessario inviare il contratto d’affitto regolarmente registrato all’università. Inoltre, se il locatore esercita l’opzione della cedolare secca, contemporaneamente rinuncia alla rivalutazione dei canoni d’affitto che restano, così, bloccati. I canoni dei contratti transitori, poi, sono di solito a canone concordato, cioè stipulati secondo gli importi collettivamente stabiliti da appositi accordi territoriali. In realtà, i contratti per studenti possono essere anche a canone libero, quindi liberamente determinati dalle parti, ma fino all’importo massimo determinato dai predetti accordi.

Aspetti pratici

Il contratto deve rispettare il contenuto minimo previsto dall’allegato F), predisposto dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (DM 30 dicembre 2002). In ogni caso, il contratto deve contenere i seguenti elementi fondamentali:

  • I dati anagrafici delle parti;
  • La descrizione e l’ubicazione dell’immobile, che deve trovarsi nel medesimo comune della sede universitaria;
  • L’importo del canone;
  • Le modalità di versamento;
  • La durata;
  • Il riferimento che il conduttore fuori sede è iscritto a un corso universitario presso la locale Università;
  • La residenza dello studente conduttore;
  • La clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto ogni informazione riguardante la prestazione energetica dell’immobile.

Il contratto per studenti universitari, alla prima scadenza si rinnova automaticamente per un periodo di tempo pari a quello originario, ad eccezione del caso in cui il conduttore eserciti disdetta con preavviso di almeno 3 mesi rispetto alla scadenza.

La registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla stipula, presso la sede dell’Agenzia delle Entrate più vicina.

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